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Beethoven Autentico? Seminario di filologia e prassi esecutiva beethoveniana

"Beethoven Autentico?"

Seminario di filologia e prassi
esecutiva beethoveniana

tenuto da Gabriele Riccobono (fondatore e responsabile di Beethoven Autentico)

e con la collaborazione del Dr. Rinaldo Nani (algoritmista)

Evento a cura dei prof. Monica Bertagnin e Igor Cognolato

Palazzo Pisani - Venezia
22 (ore 14.00-18.00)- 23 (ore 10.00-18.00) Novembre 2017

Iscrizioni per studenti del Conservatorio B. Marcello e per esterni aperte fino al 15 novembre 2017

La partecipazione è gratuita per studenti e docenti interni al Conservatorio di Venezia

Il fatto che musicisti ed editori non rispettassero appieno le sue indicazioni, fu per Beethoven un problema pressante. Tra liste di errori, sfoghi e richiami epistolari, non è raro imbattersi in righe come quelle che inviò il 10 aprile 1806:

”Caro Mayer,

ti prego di chiedere al Sig. von Seyfried di dirigere oggi la mia opera. La voglio guardare e ascoltare da lontano, così la mia pazienza non verrà messa alla prova come se mi trovassi vicino all’orchestra e dovessi udire quanto viene deturpata la mia musica… Non posso fare a meno di credere che lo facciano apposta!

Degli strumenti a fiato non dirò niente, ma tanto vale cancellare dalla mia opera tutti i p, pp, i cresc, tutti i decresc e tutti i f e ff – non ce n’è uno che sia rispettato. Mi passa proprio la voglia di continuare a scrivere musica, se debbo ascoltarla così…”

All’origine di reazioni come questa vi è un’idea spesso ripetuta da Beethoven: “…qualsiasi modifica, seppur parziale, altera il carattere della composizione.” (qui dalla lettera del 19 febbraio 1813 all'editore scozzese George Thompson).

Nonostante una così netta presa di posizione, nel corso dei decenni successivi alla morte del compositore, la situazione è progressivamente peggiorata: ritocchi, tagli e aggiunte di ogni tipo e misura hanno finito per sovrascrivere una parte importante delle sue indicazioni originali (un esempio per tutti: in una sinfonia come la Nona si arrivano ad avere quasi tremila interventi correttivi al testo originale di Beethoven).

Ora, credere o meno nel rispetto assoluto delle sue intenzioni, al punto di anteporle a qualsivoglia preferenza personale, è questione soggettiva, che compete l’estetica (e l’etica) di ogni singolo musicista.

Ma una vera libertà nelle scelte interpretative non può che avere come conditio sine qua non l’attendibilità delle informazioni su cui tali scelte sono fondate.

Chiediti:

- le edizioni (urtext comprese) e le prassi esecutive che stai adottando rispecchiano veramente le indicazioni di Beethoven?

- sei messo nella condizione di poter suonare un Beethoven il più possibile autentico, se lo vuoi?

- hai davvero la possibilità di fare le tue scelte interpretative in modo consapevole?

Le tradizioni infondate e i criteri musicologici ed editoriali (nel migliore dei casi)discutibili che vanno stratificandosi ormai da due secoli, rendono arduo il compito.

Il lavoro di Gabriele Riccobono, studioso beethoveniano e autore di Beethoven Autentico, è quello di affiancare i musicisti nella ricostruzione delle vere intenzioni di Beethoven, aiutando a capire:

1) che cosa è suo e cosa no nelle parti che hai sul leggio

2) in che modo suonarlo nel modo più vicino possibile al risultato “pratico” che aveva in mente quando ha scritto in modo che ogni musicista possa prendere le proprie decisioni in modo consapevole (o aiutare un allievo a fare lo stesso).

Per raggiungere questo scopo, la squadra di Beethoven Autentico porta avanti un approccio diverso dalla normale ricerca musicologica, sperimentando in sua vece metodi più puramente scientifici (come la messa a punto di modelli probabilistici per il vaglio di ipotesi concomitanti).

Un’introduzione generale a questa strada alternativa sarà il seminario di filologia e prassi esecutiva beethoveniana “Beethoven Autentico?” – due giornate di corso che alterneranno lezioni teoriche a un laboratorio strumentale in cui gli studenti, organizzati in gruppi cameristici o in veste solistica, potranno approfondire pagine beethoveniane da loro proposte.

Un appuntamento, dunque, dal carattere interdisciplinare che offre a tutti un'occasione interlocutoria in cui esprimere riflessioni, dubbi, scelte grammaticali ed interpretative di interesse beethoveniano, guidati da uno specialista della materia.

Data e luogo:

Il Seminario si svolgerà nei giorni 22 e 23 novembre 2017 presso la Sala Concerti del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia (Palazzo Pisani)

I partecipanti esterni dovranno compilare l'allegata scheda di iscrizione, da inoltrare presso ufficio.produzione@conservatoriovenezia.net inderogabilmente entro il 15/11/2017, corredata dalla ricevuta della quota di iscrizione di euro 100,00 da versare sul conto corrente postale n. 13240304 (oppure tramite bonifico sul conto corrente bancario della Banca popolare di Vicenza, IBAN: IT52I0572802000126571109484), intestato al Conservatorio di Musica di Venezia Benedetto Marcello, indicando come causale: iscrizione seminario “Beethoven Autentico?”

Per informazioni

- sul seminario, contattare la referente prof.ssa Monica Bertagnin (monicabertagnin@libero.it)

- su Beethoven Autentico, visitare http://beethovenautentico.com/

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